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  • Conversione D.L. 28/2020. Ripresa dell'attività giudiziaria dal 1° luglio 2020. I provvedimenti di Tribunale e Corte

    In esito agli emendamenti al D.L.28/2020, apportati dalla legge di conversione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale nr.162 del 29.6.2020, le udienze torneranno a svolgersi in presenza e nel rispetto delle misure precauzionali in maetria di Covid - 19.

    I Presidenti del Tribunale  e della Corte d'Appello di Lecce hanno emanato provvedimenti contenenti le misure organizzative necessarie, tenuto conto che l'art.1 della legge di conversione fa salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti dalle disposizioni modificate.

    In particolare, è stato disposto dal Presidente f.f. del Tribunale dott.ssa Anna Rita Pasca che:

    Nel Settore Civile

    1. sono valide le note scritte di udienza già depositate e quelle che verranno depositate nei termini assegnati dal Giudice con il decreto che dispone la trattazione scritta o da remoto, e pertanto la relativa udienza si svolgerà con tali modalità, ove già fissate, anche per il mese di luglio, salvo che le parti non depositino istanza congiunta di trattazione in presenza. In tal caso verrà fissata e comunicata udienza per la trattazione in presenza.

    2. Le udienze in presenza dovranno essere fissate ad orario predeterminato, ovvero per fasce orarie.

    3. Nei processi con attività istruttoria da svolgere saranno esaminati i testi presenti, mentre sarà fissata altra udienza per l'esame di quelli che le parti non saranno state in grado di cvitare tempestivamente per l'assenza dei tempi di legge; è onere del difensore formulare tempestiva istanza di differimento dell'ascolto del teste, ove non poossa comunque procedere alla citazione, o nell'ipotesi di ragioni sanitarie ostative.

    4. Fuori dall'aula d'udienza sarà esposto l'elenco delle cause, con l'indicazione del solo numero di RG e dei relativi orari.

    Nel settore Penale

    1. Verranno trattati tutti i processi fissati (non oggetto di rinvio), per i quali sarà indicato un orario determinato al fine di evitare assembramenti fuori dall'aula.

    2. Non potrà essere superata la capienza massima di persone nelle aule prevista dal responsabile della sicurezza. In caso contrario, sarà differita la trattazione dei processi al fine di ricondurre la gestione dell'udienza al rispetto delle misure precauzionali in atto.

    3. Nei processi con attività istruttoria da svolgere saranno esaminati i testi presenti, mantre sarà fissata  altra udienza per l'esame di quelli che le parti non saranno in grado di citare tempestivamente per l'udienza.

    4. Fuori dall'aula d'udienza  sarà esposto l'elenco dei processi, con indicazione del solo numero di RG e i relativi orari, nonchè le date di rinvio di quelli che non potranno essere trattati, anche se già comunicati.

    5. Le udienza saranno pubbliche ma non potrà essere superata la capienza massima dell'aula, salva la facoltà del Giudice di disporre la trattazione del processo a porte chiuse ex art.473 co. 2 c.p.p.

    6. Verranno trattati da remoto i processi per i quali sia stata disposta tale modalità, fatta salva la facoltà delle parti di fare motivata istanza di trattazione in presenza.

  • GLI AVVOCATI DI LECCE PER UNA GIUSTA CAUSA

    Data: Da 25.06.20 a 30.06.20

    GLI AVVOCATI DI LECCE PER UNA GIUSTA CAUSA

    Con nota del 17.06.2020, il Direttore Generale della ASL Lecce, dottor Rodolfo Rollo, ha preso atto con gratitudine dell’acquisto, eseguito dall’Ordine degli Avvocati di Lecce, e della donazione alla ASL di Lecce, eseguita in data 12.05.2020, di n. 5 kit di test di biologia molecolare per la ricerca di SARS COV2, necessari per effettuare 500 tamponi ai nostri cittadini.

    Il Consiglio ringrazia tutti i Colleghi che hanno voluto partecipare al gesto di solidarietà, in un momento di grave emergenza epidemiologica.

  • Conferenza Stampa L’AVVOCATURA ITALIANA A DIFESA DELLA GIUSTIZIA

    Data: Da 22.06.20 a 25.06.20

    Conferenza Stampa L’AVVOCATURA ITALIANA A DIFESA DELLA GIUSTIZIA

    L’AVVOCATURA ITALIANA A DIFESA DELLA GIUSTIZIA

    L’Organismo Congressuale Forense, gli Ordini degli Avvocati di Lecce, di Brindisi e di Taranto, l’Unione degli Ordini Forensi della Puglia, hanno indetto una

    CONFERENZA STAMPA

    Martedì 23 giugno 2020, alle ore 10,00

    presso la sala Bernini dell’Hotel Tiziano in Lecce

    I diritti degli Italiani e del nostro sistema produttivo sono bloccati e in ostaggio dei Tribunali sostanzialmente inattivi, nel pieno di una crisi senza precedenti che sta mettendo drammaticamente in luce e aggravando i problemi atavici della nostra Giustizia.

    L’Avvocatura Italiana, sin dall’insorgere della pandemia, ha avvertito della necessità che, nel rispetto delle differenze territoriali imposte della pandemia, si assumesse comunque un piano straordinario generale e unitario di messa in sicurezza della Giustizia, che evitasse la sospensione indefinita dei processi. Le scelte assunte hanno invece prodotto centinaia e centinaia di prassi diverse, che hanno reso incomprensibile l’esercizio delle attività giudiziarie e che comunque non ne hanno consentito una reale ed effettiva ripresa: cosicché oggi, a distanza di oltre tre mesi dalla sospensione avvenuta il 7 marzo scorso e a oltre un mese dalla presunta ripresa, nelle aule dei nostri tribunali si celebrano pochissimi giudizi, e i diritti dei Cittadini e delle imprese restano in attesa, ostaggio di scelte inadeguate e dello stato in cui si trovavano già prima dell’emergenze le strutture in cui si svolgono le attività giudiziarie (e che l’OCF sta denunciando da lungo tempo).

    Anche le recenti misure adottate dal Parlamento e dal Governo per una piena ripresa delle attività giudiziarie dal 1° luglio suscitano profonde

    preoccupazioni, in quanto sta prevalendo l’orientamento che esse non consentano più l’utilizzo delle modalità alternative predisposte per la cd. “fase 2”, con le quali erano state programmate le udienze per il mese di luglio: cosicché, nella attuale impossibilità di tenerle con modalità ordinaria (in mancanza di un adeguato piano di sicurezza) vi è il serio rischio che ne derivino rinvii generalizzati: cosicché tali misure, anziché consentire la ripresa, aggraverebbero i problemi in corso.

    Il modo adeguato per ridare alla Giustizia il ruolo e la dignità che le spettano, a sostegno di un Paese che sta ripartendo in tutti gli altri settori, è quello di consentire la concreta e materiale apertura dei Tribunali, con un piano di interventi che, pur nel rispetto delle esigenze sanitarie, consenta la ripresa a pieno regime - anche nelle sedi - delle attività giudiziarie, in modo effettivo e concreto per la tutela dei diritti di tutti e a sostegno della ripartenza del “sistema Italia”.

    Occorre un piano straordinario per la messa in sicurezza delle attività e degli edifici giudiziari che comporti

    1- Modalità di risoluzione delle criticità disposte direttamente dal legislatore e dall’amministrazione centrale per lo svolgimento delle attività giudiziarie in modo uniforme su tutto il territorio nazionale, con la previsione unitaria delle misure speciali per i territori in cui sia più alto il rischio di contagio

    2- L’assunzione di una norma di legge, anche a mezzo di decretazione d’urgenza, che consenta lo svolgimento delle udienze con le modalità già previste nei relativi provvedimenti di fissazione

    3- L’immediato stanziamento di adeguate risorse per la Giustizia e per la messa in sicurezza degli edifici giudiziari

    4- La dotazione di adeguati strumenti informatici, di linee a banda larga e di personale tecnico di supporto per gli uffici giudiziari, per lo svolgimento in sicurezza delle attività da remoto

    5- Aumento del fondo di dotazione del patrocinio a spese dello Stato per la difesa degli strati deboli della nostra società.

    Presidiamo le istituzioni giudiziarie, chiedendo un intervento incisivo e immediato del Governo per la riapertura dei nostri Tribunali, e monitoriamo l’effettività della ripresa delle attività giudiziarie, pronti a organizzare forti iniziative di protesta nazionale nel caso in cui ciò non avvenga.

    La Giustizia è una funzione essenziale dello Stato, per la nostra vita e per i nostri diritti, non possiamo lasciarla morire come sta avvenendo in questi giorni

  • CASSA FORENSE - Reddito di ultima istanza, modalità di accesso bonus di aprile

    Data: Da 05.06.20 a 30.06.20

    CASSA FORENSE - Reddito di ultima istanza, modalità di accesso bonus di aprile

    Il Decreto interministeriale del 29 maggio 2020, appena pubblicato, ha stabilito i criteri per l’erogazione del bonus di 600 euro per il mese di aprile agli iscritti alle gestioni previdenziali dei professionisti, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

    Va, innanzitutto, precisato che, coloro che sono stati ammessi al bonus di marzo, non devono ripresentare la domanda. Il pagamento relativo al mese di aprile, in questi casi, avverrà in automatico, fermo restando l’iscrizione da data antecedente al 23 febbraio 2020.

    In tutti gli altri casi la domanda andrà presentata a Cassa Forense, esclusivamente con modalità telematica, attraverso l’apposita procedura che sarà attivata, nell’area riservata del sito Internet dell’Ente, nel corso della giornata dell’8 giugno 2020, in contemporanea con gli altri Enti aderenti all’Adepp, e fino alle ore 24:00 dell’8 luglio 2020.

    Si ricorda che il decreto stabilisce che possono presentare istanza i professionisti, non titolari di pensione diretta né di rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, che abbiano prodotto un reddito professionale non superiore a 50.000 per l’anno di imposta 2018, ivi compresi i neo iscritti nel 2019 e nel 2020 (alla data del 23 febbraio 2020) in possesso dei requisiti.

    Il DM stabilisce, inoltre, che il bonus di cui sopra è incompatibile con le prestazioni previste dagli articoli 19, 20, 21, 22, 27, 28, 29, 30, 38, e 96 del decreto-legge 17 marzo 2020, n.18, il reddito di cittadinanza di cui al decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26, le prestazioni di cui all'articolo 2 del decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, del 30 aprile 2020, il reddito di emergenza di cui all'articolo 82 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, né le indennità di cui agli articoli 84, 85 e 98 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34.

    La graduatoria per le nuove domande verrà formata sulla base dell’ordine cronologico di arrivo, previa verifica del possesso dei requisiti.

    Il format dell’istanza, predisposto con l’indicazione delle dichiarazioni da rendere, sia nel caso che di reddito professionale inferiore ai 35.000 euro, sia nel caso di reddito professionale ricompreso tra 35.000 e 50.000 euro, dovrà essere compilato in ogni sua parte, ivi compresa l’indicazione delle coordinate bancarie o postali.

    Alla domanda dovranno essere allegati, a pena di inammissibilità, copia di un documento di identità in corso di validità e codice fiscale.

    Eventuali domande, pervenute in forma cartacea o, comunque, con modalità diverse da quelle stabilite, saranno ritenute inammissibili.

     

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